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Lavaggi del cervello e elettroshock sui bimbi da dare in affido

Lascia senza parole quanto divulgato in questi giorni su tutti i quotidiani e Tg.

Un giro d’affari di centinaia di migliaia di euro, una vera propria galleria di atrocità architettata per strappare bambini alle loro famiglie d’origine e affidarli ad altre famiglie danarose.

La misura dell’affido è uno strumento previsto dalla legge per accogliere temporaneamente minori la cui famiglia d’origine sia in difficoltà. L’art. 2 della legge 184/83 prevede infatti che “Il minore che sia temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo può essere affidato ad un’altra famiglia, possibilmente con figli minori, o ad una persona singola, o ad una comunità di tipo familiare, al fine di assicurargli il mantenimento, l’educazione e l’istruzione”.

Si tratta quindi di una misura a tutela dei minori che hanno diritto a crescere sereni, in un ambiente idoneo ad offrire loro mantenimento, accudimento e cura.

Quello che è successo a Bibbiano, provincia di Reggio Emilia, è un business atroce e squallido: bimbi sottratti a famiglie che si trovavano in difficili situazioni sociali affidati, dietro pagamento, ad altri genitori. Per riuscire in questo intento sono stati usati metodi mostruosi, come manipolare la memoria dei minori al fine di indurre in loro falsi ricordi di abusi sessuali e falsificato dossier e relazioni per creare i presupposti per l’applicazione della misura dell’affido.

Alcuni bimbi sarebbero addirittura stati sottoposti a elettroshock, spacciato per “macchinetta dei ricordi” così da alterare lo stato della loro memoria e suggestionarli con false storie di abuso.

Un vero e proprio lavaggio del cervello, accompagnato da false certificazioni e relazioni, frode processuale e corruzione per trasformare il diritto del minore ad una famiglia in un vero e proprio business.

 

Articolo pubblicato su ECO DI BIELLA 1° luglio 2019

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