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Separazione e “selfie-mania”: quando l’autoscatto costa il matrimonio

Separazione e "selfie-mania"

Tutti pazzi per il “Selfie”.
Dal Premier Renzi, al fuoriclasse del calcio Totti, persino il Santo Padre Papa Francesco, tutti sembrano contagiati dalla mania del “selfie” (per chi ancora non lo sapesse, si tratta semplicemente di un banalissimo autoscatto, realizzato con lo smartphone o con la fotocamera, per poi essere condiviso su un social network).

Questa narcisistica esigenza di fotografarsi, che solletica l’ego, può però costar cara, addirittura il matrimonio.

E’ successo ad un cinquantenne rappresentante di Lucca che, tra i colombi di Piazza San Marco a Venezia, non ha resistito alla tentazione di immortalare il suo momento magico in compagnia della giovane amante. Aveva escogitato tutto in gran segreto: bagagli, biglietti, prenotazione dell’hotel, tutto insomma.
Ma proprio quando pensava di averla fatta franca, l’errore fatale: lo sbadato rappresentante, sbagliando tasto, pubblica lo scatto galeotto direttamente sul profilo pubblico di Facebook, ed ecco la prova provata della scappatella che gli è costata la separazione.
La moglie in realtà nutriva già il sospetto di una possibile relazione clandestina del marito, troppo spesso assente la sera per fantomatiche “riunioni di lavoro”, tanto da essersi decisa ad assoldare un detective privato.
Nell’era della “selfie-mania”, però, sbugiardare il consorte si è rivelato più facile del previsto: è bastata una semplice occhiata sul profilo pubblico di Facebook per avere la prova della scappatella.
L’autoscatto galeotto, insieme al materiale già raccolto dall’investigatore privato, è stato prontamente presentato al giudice della causa di separazione.
Tutti pazzi per il selfie dunque, ma occhio quando nell’armadio, insieme con i vestiti, si nasconde anche qualche scheletro.
Articolo pubblicato su ECO DI BIELLA 26 gennaio 2015

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