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Quando nacquero i Lazzaretti, ovvero i “Ghetti Ospedale” che proteggevano le città dal contagio delle peste

Il nome Lazzaretto pare derivi da Nazarethum, nome con cui veniva indicata l’isola di Santa Maria di Nazareth sulla quale, alla metà del 1400, la Repubblica di Venezia fondò il primo lazzaretto della storia.

La peste nera era giunta dall’Asia per la prima volta a metà del 1300 ed aveva lasciato dietro sé una tremenda devastazione.

Giunta in occidente, uccise un terzo della popolazione europea, spingendo i governi più illuminati ad interrogarsi su come proteggere i propri cittadini.

Alcune città si dotarono di strutture per isolare i contagiati e Venezia – che essendo un crocevia di commerci aveva un transito di persone particolarmente intenso – decise di creare un luogo nel quale rinchiudere i malati: la struttura della laguna forniva infatti un sistema ideale per l’accoglienza.

Sull’esempio di Venezia, questo nuovo modello ospedaliero si diffuse rapidamente sulle coste del Mediterraneo e nell’entroterra.

Durante i picchi dell’epidemia questi luoghi si riempivano di ammalati che, viste le condizioni sanitarie e farmacologiche dell’epoca, morivano nel giro di pochi giorni.

In molti casi proprio le precarie condizioni igieniche di queste strutture favorivano il contagio, anziché arginarlo, estendendolo anche ai medici che poi, a loro volta, contagiavano la popolazione sana.

Proprio la necessità di prevenire i contagi, fece sì che i lazzaretti fossero costruiti fuori dalle città, preferibilmente in luoghi isolati e raggiungibili con appositi percorsi.

Nonostante gli immensi progressi compiuti dalla scienza medica negli ultimi secoli, ancora oggi l’isolamento del contagiato resta la prima e più importante difesa contro questi ciclici flagelli della storia, almeno fino a quando non sarà scoperto un vaccino.

Articolo pubblicato su ECO DI BIELLA del 4 maggio 2020

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