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Quando l’ex ci impedisce di vedere i figli

Nelle cause di separazione uno dei temi più delicati è l’affidamento dei figli che, secondo la vigente normativa, deve essere condiviso.

Ciò dovrebbe significare che anche il genitore che non convive stabilmente con i figli dovrebbe poter avere uno scambio affettivo continuo con loro: in realtà a volte questo non avviene. Quando ci si separa il rancore verso il partner spesso è intenso ed è difficile riuscire a nasconderlo, nonostante il bene dei figli. Tante coppie riescono a stabilire rapporti civili ed a coordinarsi per continuare a condividere l’educazione dei piccoli. Ma in alcuni casi i figli diventano lo strumento più efficace per ferire e ricattare l’ex coniuge, tentando di fargli scontare colpe che potrebbe anche avere ma che in nessun modo dovrebbero ricadere sui figli. Infatti non sono rarissimi i casi di persone che strumentalizzano i figli nella loro battaglia contro gli ex, più o meno consapevolmente avvalendosi di tutti i mezzi possibili, anche i più spietati come ad esempio infondate denunce per maltrattamenti ed abusi. Ma quali strumenti esistono per vedere un figlio che ci viene negato? Il genitore che è privato del suo diritto di visita può rivolgersi alle forze dell’ordine ( polizia, carabinieri etc..) e chiedere di essere assistito nell’esercizio dei propri diritti. Di recente il Tribunale di Roma ha condannato una signora a risarcire il suo ex coniuge per avere impedito le visite con la figlia e cercando deliberatamente di eliminare il padre dalla vita della bambina. Questa condanna esemplare per danno esistenziale e morale giunge dopo una causa durata anni, nel corso della quale i servizi sociali avevano accertato l’atteggiamento ostruzionistico della madre che aveva fatto ricorso alla strategia dell’infondata denuncia penale ottenendo un immediato allontanamento del padre.

Articolo pubblicato su ECO DI BIELLA 25 novembre 2013

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