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Proposta di legge Pillon: cosa potrebbe cambiare?

La proposta di legge presentata dal Senator Pillon vuole dare attuazione al contratto di governo stipulato dalla maggioranza parlamentare, che prevede, con riferimento al diritto di famiglia, alcune rilevanti modifiche al fine di responsabilizzare i genitori e lasciare al giudice solo un ruolo residuale in caso di mancato accordo tra i coniugi.

La proposta di legge che – a mio avviso – presenta importanti criticità, ha senz’altro il pregio di introdurre istituti nuovi o di rendere obbligatori alcuni già conosciuti, come ad esempio la mediazione familiare che dovrebbe aiutare il genitore separato a trovare un nuovo equilibrio e ad assumere un atteggiamento responsabile verso quelle dinamiche che, inevitabilmente, la disgregazione della famiglia comporta.

Tra le tante novità, che magari analizzeremo nei successivi articoli, la proposta di legge prevede l’introduzione della mediazione obbligatoria quando vi sono figli minorenni, e l’equilibrio tra le due figure genitoriali con tempi paritari di permanenza presso ciascuno di essi.

Questa nuova regola dei tempi uguali con mamma e papà, subirebbe eccezioni solo in casi particolari di oggettiva impossibilità o di gravi problematiche, quali violenza, abuso sessuale, trascuratezza, indisponibilità lavorativa di un genitore, genitori residenti in due città distanti oppure quando l’altro genitore non ha un’abitazione idonea.

Se questo progetto diventasse legge, rappresenterebbe una grossa novità poiché i figli dovrebbero trascorrere non meno di 12 notti presso ciascuno dei genitori.

Indubbiamente dal punto di vista dei padri si tratta di un grande successo.

Bisogna però valutare bene l’impatto su bambini molto piccoli di questo pendolarismo tra la casa del papà e quella della mamma: è sostenibile?

 

Articolo pubblicato su ECO DI BIELLA 3 ottobre 2018

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