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Poligami d’Italia

Poligami d'Italia

Accade tempo fa a Torino. Naima donna marocchina, la prima moglie di Mohammed quando raggiunge il marito in Piemonte non sa che lui nel frattempo ha sposato un’altra donna, Fatima.

Arrivata in Italia con il figlio Kalid deve subire questa umiliante situazione non avendo alternativa: “altrimenti – dice Naima – sarei stata ripudiata, non avrei avuto un soldo né un posto dove andare. Ma con Fatima più bella e più giovane di me le liti sono continue e la vita impraticabile ”.
Impossibile a credere, ma per un musulmano, oggi diventare poligamo è più facile in Italia che nel suo paese di origine.
In Tunisia la poligamia è vietata dal 1957, in Marocco dal 2003 e recentemente proibita anche dalla maggior parte dei paesi arabi.
Qui invece aggirare l’ostacolo è facile ed il matrimonio plurimo (anche se è sanzionato dal nostro codice penale con una pena fino a cinque anni di carcere) può essere celebrato in tre modi diversi.
Il primo matrimonio è solitamente celebrato nel paese d’origine, il secondo in Italia nella propria ambasciata senza denunciare il primo, ed il terzo nella moschea italiana dove il rito permette anche le unioni a tempo determinato.
Ma Mohammed si difende: “io rispetto il Corano e garantisco lo stesso trattamento e l’identico affetto entrambe le mogli; noi musulmani ci assumiamo un doppio impegno, paghiamo molti soldi e non facciamo torto a nessuno. Io dormo due notti con Naima e due con Fatima, se compro un vestito all’una lo compro anche all’altra le mie mogli stanno bene non devono sopportare la fatica della casa da sole e si dividono i compiti”.
Questo il punto di vista maschile, la moglie Naima invece racconta: “poche di noi si ribellano perché siamo sole, spesso povere e analfabete senza parenti a cui chiedere aiuto. Per la legge italiana è come se non esistessimo”.

Articolo pubblicato su ECO DI BIELLA 25 agosto 2014

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