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Pettegolezzi in pubblico: quando diventa diffamazione?

Vantarsi in paese di avere una relazione con una donna sposata è un comportamento che può costare caro a chi lo compie e comportare anche una condanna penale per diffamazione.

La Cassazione, infatti, ha confermato la rilevanza penale della condotta di un uomo che aveva diffuso tra i compaesani della vittima, sposata con un altro, la notizia di aver avuto una relazione con lei e di essere in possesso di filmati che lo ritraevano in momenti intimi con la donna.

I tentativi dell’imputato di mantenere intonsa la propria fedina penale, adducendo che il pettegolezzo non era stato riferito a più persone contemporaneamente, sono caduti nel nulla. Per i giudici, infatti, non è necessario che la divulgazione dell’offesa comunicandola a più soggetti avvenga contemporaneamente con ciascuno di essi: per integrare il reato di diffamazione basta che l’offesa all’altrui reputazione sia stata comunicata a più destinatari, ma anche in tempi diversi.

La Corte di cassazione nel confermare la condanna dell’uomo, ha inoltre rilevato che la divulgazione della relazione extraconiugale (che oltretutto, nel caso di specie, era stata corredata dalla possibilità di visionare “immagini probatorie”) ha un valore “intrinsecamente offensivo della reputazione” in quanto il tradimento è notoriamente un “comportamento contrario al comune sentire ed ai canoni etici condivisi dalla generalità dei consociati, oltre che al dovere di fedeltà derivante dal matrimonio“.

Tanto più se, oltre a divulgare la relazione adulterina, l’imputato ha voluto rendere noti alcuni filmati privati.

Nemmeno la veridicità del pettegolezzo vale ad escludere la diffamazione: ciò che conta sono le modalità offensive, non la fondatezza del fatto divulgato.

Attenzione dunque ai “pettegolezzi di paese”: il confine tra gossip e diffamazione può essere molto sottile.

 

Articolo pubblicato su  ECO DI BIELLA 5 marzo 2018

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