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Per dirsi addio: la negoziazione assistita

Negoziazione assistita separazione

17Da oggi separarsi o divorziare diventa più semplice con il nuovo istituto della “negoziazione assistita da un avvocato”.
Una rivoluzione che sposta sugli avvocati mansioni fino a ieri gravanti sui giudici trasferendo dalle aule dei Tribunali agli studi legali buona parte delle cause di separazione e divorzio, con conseguente smaltimento del carico di lavoro dei magistrati e snellimento della giustizia.

La negoziazione assistita, infatti, è uno strumento di “ADR” – Alternative dispute resolution – volto a dislocare in sede stragiudiziale buona fetta del contenzioso: per dirsi addio non serve più andare in Tribunale, basta farsi assistere da due avvocati (uno per parte) e concludere un accordo.
In mancanza di figli minori, figli maggiorenni incapaci, con handicap grave o economicamente non autosufficienti, l’accordo raggiunto viene trasmesso al procuratore della Repubblica presso il Tribunale competente che, se non ravvisa irregolarità, dà agli avvocati il nullaosta per trasmettere entro dieci giorni l’atto autenticato all’ufficiale di stato civile del Comune ove il matrimonio è registrato, a pena di multa da 2.000 a 10.000 €.
In presenza di figli minori, maggiorenni incapaci, portatori di handicap o non autonomi economicamente, invece, l’accordo verrà trasmesso entro dieci giorni al procuratore della Repubblica che, se ritiene che l’accordo risponde all’interesse dei figli, lo autorizza; in caso contrario, trasmetterà entro cinque giorni al Presidente del Tribunale che fisserà la comparizione delle parti davanti a sé.
Questo nuovo istituto non abbrevia i tempi per divorziare – sempre 3 anni dalla comparizione davanti al Presidente del Tribunale per la separazione – e non va confuso con il tanto chiacchierato “divorzio breve”.

Articolo pubblicato su ECO DI BIELLA 17 novembre 2014

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