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No Vax: cosa c’è dietro l’antivaccinismo

E’ settembre: ricomincia la scuola e torna sulla cresta dell’onda il movimento No Vax.

Con il decreto del Ministro Lorenzin, infatti, la vaccinazione è divenuta obbligatoria: senza vaccini non si entra né all’asilo né alla scuola dell’infanzia.

C’è però chi fa fatica ad accettare un simile diktat: le scelte sanitarie sono un terreno intimo e privato e c’è chi non tollera imposizioni dallo Stato.

In Veneto sono circa 7000 i bambini rimasti fuori dagli asili poiché non in regola con le vaccinazioni, 3000 in Friuli-Venezia Giulia. In Piemonte, ad Ivrea, la mamma di due gemelline si è messa addirittura in sciopero della fame per propugnare la sua battaglia contro i vaccini.

Ma cosa c’è dietro il movimento No Vax?

L’antivaccinismo ha origini molto più antiche di quanto si possa pensare: nei primi anni del Novecento l’antroposofo Rudolf Steiner fu tra i primi a mettere in guardia dall’uso dei vaccini, prevedendo che in futuro le vaccinazioni sarebbero diventate uno strumento di controllo di massa.

Secondo il pensiero di Steiner, le malattie esantematiche avrebbero il compito di temprare, rafforzare e fortificare la vitalità dell’organismo e la volontà di carattere dei bambini. I vaccini, secondo il pensatore novecentesco, priverebbero i bambini di queste occasioni di maturazione personale facendoli indebolire sia nel corpo che nello spirito. Questo sarebbe il piano occulto con cui i governanti mirano ad allevare automi, deboli, vulnerabili, facilmente controllabili.

Oggi, invece, gli argomenti portati avanti dal movimento No Vax fanno leva sul fatto che i vaccini siano potenzialmente dannosi per la salute, che siano tenute celate le possibili reazioni avverse e che i vaccini siano stati resi obbligatori soltanto per arricchire le aziende farmaceutiche.

 

Articolo pubblicato su ECO DI BIELLA 16 settembre 2019

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