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Le trappole della rete: conoscerle per evitarle

Ask.fm è un social network nato in Lettonia nel 2010 come concorrente europeo dell’americano Facebook. Caratteristica del sito è lo schema domanda-risposta:“to ask” infatti significa “chiedere”.
E’ possibile postare domande anche in forma anonima o senza registrarsi: in questo modo Ask.fm non è responsabile per i contenuti pubblicati dagli utenti e il servizio può prestarsi ad usi distorti.

Visualizzando alcuni profili di questo social, si nota che la media degli iscritti non raggiunge i 18 anni di età.
La popolarità tra gli adolescenti e la possibilità di accesso anonimo favoriscono la commissione di reati a mezzo Internet come il cyberbullismo, cioè atti di bullismo effettuati con mezzi elettronici. Oggi infatti, complici l’anonimato e la possibilità di nascondersi sotto profili falsi, il 34% del bullismo avviene online, in chat.
A ciò si aggiunga che sul Web non esistono limiti spaziotemporali: qualsiasi informazione, una volta pubblicata in rete, è difficilissima da eliminare e gode di elevata velocità di diffusione. Non essendoci confini, le vittime della rete non possono difendersi cambiando scuola o città come nei casi di bullismo tradizionale, ed ecco che i più fragili possono arrivare fino al suicidio, annientati dagli insultati ricevuti sul Web per il proprio orientamento sessuale, l’aspetto fisico o la divulgazione di alcune foto osè.
Ma come difendersi da queste insidie telematiche?
Prevenzione e consapevolezza sono le armi migliori.
E’ consigliabile disattivare la possibilità di ricevere domande anonime e bloccare eventuali cyberbulli, se questo non basta perché il molestatore utilizza più profili, è bene rivolgersi all’autorità giudiziaria.
In ogni caso è fondamentale che i genitori mettano in guardia i figli minori da queste trappole virtuali insidiose per la vita reale.

Articolo pubblicato su ECO DI BIELLA del 3 novembre 2014.

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