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Facebook per ritrovare i genitori biologici: come il passaparola virtuale viene in aiuto agli adottati

Nonostante l’amore verso i genitori adottivi, molti figli adottati sentono che “manca qualcosa” e il senso di incompletezza spinge loro a voler cercare, con ogni mezzo, i tasselli mancanti del puzzle della loro vita.

Anche la legge ha riconosciuto come meritevole di tutela questo bisogno ancestrale: in tema di madri rimaste anonime, la Corte Cost. nel 2013 ha dichiarato l’incostituzionalità parziale dell’art. 28 legge sulle adozioni 184/1983 prevedendo come opportuno un procedimento che, pur assicurando la massima riservatezza alle madri anonime, consenta di interpellarle su richiesta dei figli verificando il permanere della scelta di anonimato.

Tale procedura è tuttavia lunga e burocratica: ritrovata la donna, in media occorrono altri 9 mesi per ottenere risposta.

Per questo si sono sviluppati canali alternativi che consentono di risolvere in tempi brevi l’enigma di una vita: ci sono pagine Facebook come “figli adottivi cercano genitori biologici” oppure “ti cerco, appelli di persone che cercano le proprie origini” che hanno già risolto 500 casi.

In tanti hanno potuto ricostruire tasselli della loro vita pubblicando annunci su Facebook, riuscendo a conoscere ed abbracciare non solo genitori biologici ancora vivi, ma anche fratelli o sorelle, regalandosi la chance di rispecchiarsi l’uno negli occhi dell’altro.

Il passaparola sui social network consente infatti di aggirare gli ostacoli burocratici, di accelerare i tempi, e di superare confini geografici potendo un annuncio on-line essere letto in ogni parte del globo.

Forse il problema connesso a tali modalità di ricerca genitoriale 2.0, è che rivolgendosi a Facebook non si è accompagnati da adeguati percorsi di supporto psicologico, come invece dovrebbe essere garantito ricorrendo ai Tribunali.

 

Articolo pubblicato su ECO DI BIELLA 26 marzo 2018

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