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In discussione alla camera il nuovo disegno di legge sul divorzio

E’ al voto alla Camera una proposta di legge che ha come obiettivo quello di correggere i recenti orientamenti affermatisi in giurisprudenza in tema di assegno divorzile, in base ai quali si è passati da un eccesso all’altro: dall’assegno al coniuge sempre e comunque riconosciuto, all’assegno solo se si è sulla soglia di povertà.

Il disegno di legge all’esame della commissione giustizia della Camera, che potrebbe diventare legge prima della fine della legislatura, va verso una riforma dell’assegno di divorzio che recuperi il parametro “compensativo” garantendo l'”equità familiare”.

La sentenza della Cassazione del maggio 2017 ha fatto infinito scalpore in tema di assegno postmatrimoniale, rovesciando l’orientamento che si era consolidato nel tempo e creando una certa confusione giurisprudenziale che rende opportuno un intervento legislativo. Il legislatore, infatti, tenendo conto dell’evoluzione culturale, sociale ed economica di questi ultimi anni, dovrebbe offrire al giudice strumenti più adeguati per una valutazione ponderata.

Auspichiamo, quindi, che l’oscillazione tra i due estremi venga riportata ad un punto di sintesi che risponda a una esigenza di giustizia, ragionevolezza e prevedibilità delle decisioni.

Il disegno di legge non intende né penalizzare chi lavora né premiare, per così dire, rendite di posizione. Occorrerà che il giudice valuti in concreto il rapporto matrimoniale e quindi la concretizzazione di diritti, doveri, responsabilità maturati negli anni di vita di coppia. La filosofia del provvedimento è in qualche modo quella di compensare, a tutela del coniuge divorziato debole, lo squilibrio economico determinato dallo scioglimento del matrimonio, valorizzando l’apporto dato nel rapporto familiare anche con riferimento al lavoro domestico.

 

Articolo pubblicato su ECO DI BIELLA 30 ottobre 2017

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