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“Convivenza” e “Unioni civili”: ecco tutte le novità per le coppie eterosessuali e omosessuali

Per le coppie di persone dello stesso sesso, arrivano le “unioni civili” che si costituiscono di fronte all’ufficiale di stato civile alla presenza di due testimoni registrando l’atto nell’archivio dello Stato civile.

Con l’unione civile i partners possono assumere un cognome comune e dall’unione deriva l’obbligo all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione ma non c’è l’obbligo di fedeltà reciproca. Proprio l’esclusione del dovere di fedeltà reciproca costituisce ancora oggi una delle principali differenze tra unioni civili e matrimonio, oltre a quella che per sciogliere un’unione civile si applicherà in quanto compatibili la legge sul divorzio, senza però il previo periodo di separazione personale previsto invece per lo scioglimento del matrimonio.

Assimilabili invece ai diritti e ai benefici derivanti dal regime matrimoniale sono la spettanza al partner dell’unione civile della pensione di reversibilità e della quota di legittima in caso di morte del partner.

Stralciate invece le norme sulla “stepchild adoption”, anche se “resta fermo quanto previsto e consentito in materia di adozioni dalle norme vigenti”, clausola che dovrebbe consentire ai singoli Tribunali, in via giurisprudenziale, di concedere di adottare il figlio del partner caso per caso, pur non essendo a livello generale prevista dalla legge questa possibilità.

Per le coppie eterosessuali invece ci sono le convivenze, con cui si assumono gli stessi diritti dei coniugi nell’assistenza del partner in carcere o in ospedale.

Ciascun convivente potrà designare l’altro quale suo rappresentante per la scelta di donazione degli organi in caso di morte.

Infine cessando la convivenza il giudice può stabilire il diritto del convivente di ricevere dall’altro gli alimenti qualora versi in stato di bisogno.

 

Articolo Pubblicato su ECO DI BIELLA 29 febbraio 2016

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