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Coniugi separati: a chi il cane?

L’’opportunità di trattare il tema nasce dalla considerazione che nel nostro Paese quasi una famiglia su due possiede un animale domestico e sempre più nella vita quotidiana vi sono casi, di separazione fra coniugi, nei quali cani, gatti ed altri animali diventano oggetto del contendere in un quadro normativo attualmente carente.

In tale contesto si colloca un recente provvedimento del Tribunale di Milano che attribuisce agli animali domestici un ruolo nella separazione tra i coniugi anche grazie ai legami affettivi che li possono unire maggiormente a uno dei componenti della famiglia. E’ proprio questo il presupposto della decisione che, nel regolare rapporti post matrimoniali, prende atto di un accordo in cui, attraverso la tutela degli interessi di una minore, si dispone dell’affidamento di gatto. Nel caso di specie nel corso del giudizio di separazione veniva stabilito che il gatto della famiglia restasse a vivere nell’abitazione assegnata alla moglie insieme alla figlia, nonché venivano ripartite le spese ordinarie e straordinarie in favore del gatto. L’interesse che il Giudice tutela è quindi quello della minore, ciò anche in conseguenza dell’entrata in vigore in Italia della Legge di Strasburgo, che attribuisce al sentimento per gli animali protezione costituzionale e riconoscimento europeo, individuando quindi un vero e proprio diritto dell’animale da compagnia. Da questo ne discende una legittima facoltà per i coniugi di regolare la permanenza dell’animale domestico presso l’abitazione di uno o dell’altro e altresì le modalità che ciascuno dei proprietari deve seguire per il mantenimento dello stesso.

Articolo pubblicato su ECO DI BIELLA 14 ottobre 2013

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