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Colpa Medica: risarcimento anche senza reato

In tema di responsabilità medica il paziente può essere risarcito per i danni subiti per un errore medico anche quando non c’è un “reato”, come quello di omicidio colposo o di lesioni colpose: i presupposti per la responsabilità sanitaria penale e civile, infatti, sono del tutto differenti.

In materia penale vale la regola probatoria del “al di là di ogni ragionevole dubbio”, mentre in sede civile basta l’accertamento di una colpa medica “più probabile che non”, cd. “più sì che no”.

Davanti al giudice civile, insomma, è sufficiente la dimostrazione di una ragionevole probabilità che il danno alla salute sia stato conseguente ad un errore medico, anche senza poterlo dimostrare con certezza.

Tale differente modulazione del grado di certezza probatoria si giustifica nella significativa differenza di conseguenze dell’accoglimento della domanda davanti al giudice penale o davanti a quello civile: la privazione della libertà personale nel caso dell’accertamento del reato, il risarcimento del danno nel caso dell’accertato illecito civile.

In materia di responsabilità civile per colpa medica, l’art. 7 della Legge Gelli-Bianco del 2017 ha definitivamente ricondotto la responsabilità della struttura sanitaria verso il paziente danneggiato al modello della responsabilità contrattuale ex artt. 1218 e 1228 c.c. L’applicazione delle norme sull’inadempimento contrattuale in materia di responsabilità dell’Asl comporta, sul piano della ripartizione della prova, che il paziente danneggiato ha soltanto il dovere di indicare l’inadempimento, o inesatto adempimento, della prestazione sanitaria ricevuta e del nesso causale tra tale inadempimento e il danno subito, mentre l’ospedale potrà dimostrare o che tale inadempimento non c’è stato oppure che, pur esistendo, l’inadempimento non è stato la causa del danno.

Articolo pubblicato su ECO DI BIELLA 29 Novembre 2020

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