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Assegno di divorzio: la cassazione dice addio al tenore di vita

In questi giorni non si parla d’altro.

Con la rivoluzionaria pronuncia, i Giudici della Suprema Corte hanno mutato il parametro di riferimento per la determinazione dell’ammontare dell’assegno di divorzio – fino ad oggi individuato nel “tenore di vita goduto durante il matrimonio”  –  introducendone un altro: quello dell’indipendenza economica del coniuge più debole.

I giudici hanno ritenuto che un assegno parametrato al tenore di vita sia da ritenere in netto contrasto con la natura stessa del divorzio e con gli effetti che esso produce: l’estinzione del rapporto matrimoniale, infatti, deve operare non soltanto sul piano personale, ma anche su quello economico-patrimoniale. Continuare ad avere riguardo al tenore di vita goduto durante il coniugio finirebbe per ripristinare il rapporto matrimoniale, sia pur dal solo punto di vista degli effetti economici, in un’indebita prospettiva di ultrattività del vincolo matrimoniale.

Nel costume sociale odierno, si ritiene che il matrimonio sia un atto di libertà e di auto responsabilità, nonché luogo degli affetti e dell’effettiva comunione di vita e, in quanto frutto di libera scelta, il matrimonio é dunque un legame dissolubile.

Senza contare che un’interpretazione delle norme sull’assegno divorzile che produca l’effetto di procrastinare a tempo indeterminato il momento della risoluzione degli effetti economico-patrimoniali del vincolo coniugale, può tradursi in un ostacolo alla costituzione di una nuova famiglia successivamente alla disgregazione del primo matrimonio.

Sulla base di tali argomentazioni, la Corte ha cancellato il parametro del tenore di vita sostituendolo con il criterio del raggiungimento dell’indipendenza economica del coniuge richiedente, in coerenza con la considerazione per cui il vincolo matrimoniale si è ormai irrimediabilmente sciolto, dal punto di vista affettivo così come dal punto di vista economico.

Se il coniuge è economicamente indipendente dunque (o è in grado di essere tale), l’assegno divorzile non sarà più dovuto.

 

Articolo pubblicato su ECO DI BIELLA 22 maggio 2017

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